Distributore carburanti in via dei Romani, l’ing. D’Aco firma autorizzazione bocciata da vecchie amministrazioni e dal Tar

SANTA MARIA CAPUA VETERE – A poco più di una settimana dallo sprofondamento stradale di Corso Aldo Moro, l’ufficio tecnico comunale, nella persona del dirigente Ing. Giancarlo D’Aco, ha rilasciato alla società IP Service un’autorizzazione per installazione ed esercizio di un impianto di distribuzione carburanti in via dei Romani.

La notizia del provvedimento ha sollevando interesse in città, soprattutto tra gli appassionati della vicenda, già affrontata in passato dall’amministrazione comunale, e che si pensava ormai conclusa.

Correva l’anno 2013 quando Giovanni Cosentino intendeva costruire un distributore di carburanti in via dei Romani – per intenderci l’area in curva del parco urbano, retrostante l’Anfiteatro Campano su cui cade un vincolo di destinazione pubblico oltre ad altro paesaggistico da parte della Sovrintendenza.

Giovanni Cosentino, fratello del più noto Nicola, ex sottosegretario all’Economia del PDL, chiese ed ottenne il permesso a costruire da parte dell’allora dirigente dell’ufficio tecnico, Ing. Francesco Biondi.

Di lì a poco, dopo l’intervento dell’ex consigliere comunale Gaetano Rauso – fermamente convinto della irregolarità di quell’autorizzazione anche alla luce di perentori regolamentazioni urbanistiche, stradali e ambientali  –  con il provvedimento del 3 ottobre 2013 il dirigente del Settore tecnico del Comune annullò in autotutela quel permesso di costruire con la seguente motivazione: “l’intervento assentito con il permesso di costruire n. 89 del 28 giugno 2013 ricade in area gravata dal vincolo n. 032 – parco urbano con piscina – di cui alla zonizzazione della tavola 8 del vigente p.r.g., contenente l’elenco delle attrezzature pubbliche e ad uso pubblico … anche a carattere privato, a mente della disciplina di cui all’art. 38 (verde pubblico, gioco e sport) delle vigenti n.t.a.”; – “detto vincolo imposto dalla pianificazione del vigente p.r.g. si connota, pertanto, quale vincolo di natura conformativa … e, in quanto tale, non soggetto a scadenza”; – “né, per altro verso, la controdedotta zonizzazione di cui al regolamento della razionalizzazione del sistema di distribuzione di carburanti su aree private, approvato con delibera del consiglio comunale n. 84 del 7 dicembre 1999, è idonea a scalfire l’efficacia e l’esecutività delle disposizioni vincolistiche dettate dal p.r.g. vigente, attesa la evidente diversità, sia sotto il profilo funzionale che sotto quello strutturale, dei rispettivi procedimenti di adozione”.

Successivamente la revoca del permesso a costruire è stata poi infruttuosamente impugnata dalla società IP Service dinanzi al Tar Campania che ha confermato, con sentenza del dicembre 2015, le ragioni del diniego da parte del Comune.

Alla luce di tutto ciò viene da chiedere al neo dirigente D’Aco: ma in questi quattro anni cosa è cambiato circa l’area destinata dal piano regolatore ad attrezzature e uso pubblico? Che fine ha fatto quel vincolo urbanistico non soggetto a scadenza? Com’è stato possibile ignorare la chiara, valida e mai sospesa, sentenza del Tar? La Commissione urbanistica non ha nulla da obiettare? E quella della trasparenza e della legalità? Avrà già pensato di attivarsi nel merito?