Il grande bluff del contributo natalizio per le famiglie bisognose: dovete sapere che…

SANTA MARIA CAPUA VETERE – (R.A.) – Anche quest’anno, grazie agli interventi programmati dell’Ambito Territoriale C8 – ovvero grazie ai fondi del Piano Sociale Regionale 2019-21 – il Comune di Santa Maria Capua Vetere ha avviato l’iniziativa denominata “SMCV ATTIVA” a sostegno delle famiglie residenti in stato di bisogno economico.

Si tratta del famoso contributo di 100 euro per 400 beneficiari, erogato tramite Card elettronica emessa e ricaricata dalla Unipol Banca di piazza San Pietro – che percepisce i costi di gestione per ogni carta e per le relative ricariche – da utilizzare presso esercizi convenzionati. 

L’iniziativa rientra nell’ambito del servizio “erogazione dei contributi economici ad integrazione del reddito” disciplinati da specifico regolamento, approvato dal Coordinamento Istituzionale nella seduta del 18/10/2017, e confermato nella seduta del 24/10/2018, il quale stabilisce i requisiti necessari per accedere al contributo. Tra questi, oltre a quelli generali sulla residenza, sulla non titolarità di beni immobili, non maggiorazioni di utenze minime ecc.ecc., è previsto il possesso di un ISEE, in corso di validità, inferiore al minimo vitale INPS, ovvero 6.669,13 euro.

Le condizioni, approvate con delibera di Giunta Comunale n. 226 del 13.11.2019, prevedono inoltre che, “nel caso di godimento da parte di componenti il Nucleo Familiare, al momento della presentazione della richiesta, di altri trattamenti economici, anche fiscalmente esenti, di natura previdenziale, indennitaria e assistenziale, a qualunque titolo concessi dallo Stato o da altre pubbliche amministrazioni a componenti il Nucleo Familiare (compresi la carta SIA/REI/RDC, l’assegno di maternità, il bonus bebè, indennità di accompagnamento, pensioni di invalidità, bonus INPS, contributo ex ONMI, ecc), il valore complessivo per il Nucleo Familiare dei medesimi trattamenti deve essere inferiore ad €. 300 mensili”.

Bene. Anzi no, male. E vi spieghiamo anche il perché.

Chi vuoi che oggi si trovi in uno stato reale di bisogno e non percepisca il reddito o la pensione di cittadinanza!? A partire da aprile 2019 il governo ha introdotto queste misure di sostegno al reddito proprio per far fronte alle marginalità sociali, stabilendo condizioni e requisiti addirittura più flessibili rispetto al precedente Reddito di Inclusione. Chi oggi non percepisce questi nuovi sussidi statali – oltre quelli classici per invalidi e nuove nascite – evidentemente ha già un reddito superiore al minimo vitale INPS, ha proprietà immobiliari, rendite o auto nuova che gli precludono la possibilità di fare domanda. E tra quelli, invece, che percepiscono il reddito di cittadinanza, quanti sono gli impostori che percepiscono redditi, anche di migliaia di euro, in nero?

Se tu Comune intendi aiutare chi ne ha veramente, sostanzialmente e maledettamente bisogno perché escludi dai beneficiari quelli che già lo Stato riconosce come bisognosi? Sei proprio sicuro di aiutare gli indigenti?

Con queste premesse, assolutamente no. Ne siamo convinti noi, lo sanno bene i dipendenti e gli amministratori comunali e, purtroppo, tutti i poveri cristi di questo sistema ingiusto e sbagliato che di questi fondi non percepiranno un solo euro.