Reperti archeologici in casa della sorella del boss, assolta la sorella di Michele Zagaria

NAPOLI NORD – Nel corso di una perquisizione volta al ritrovamento del latitante Michele Zagaria, correva l’anno 2009, la Squadra Mobile – Criminalità Organizzata – Ricerca Latitanti – rinvenne alcuni oggetti preziosi (alcuni vasi, lampade e altro ancora) sequestrati dagli agenti di polizia a Zagaria Gesualda, sorella del boss del clan dei Casalesi quando in casa vi erano soltanto la donna e gli anziani genitori, la quale fu rinviata a giudizio del quale ieri si è stato scritto l’ultimo atto. Il processo a carico della donna si è concluso con una richiesta di due anni di reclusione da parte del Pubblico Ministero non accolta dal giudice che, invece, ha recepito le tesi della difesa rappresentata dagli avvocati Angelo Raucci e Rosario Avenia secondo la quale i reperti archeologici sarebbero appartenuti al padre e non a Gesualda, in quanto da sempre gli Zagaria svolgevano attività di movimentazione terra e gli oggetti sarebbero stati rinvenuti proprio per questo motivo. La donna è stata per questo motivo assolta.