Il miracolo dell’Assunta: due sammaritani coinvolti nel crollo di Genova. Ricoverati al San Martino, sono fuori pericolo

SANTA MARIA CAPUA VETERE –  Avrò parlato di miracolo soltanto un paio di volte in vita mia prima di oggi: in occasione della parata di Dudek su Sheva nella sciagurata notte rossonera di Istanbul del 2005 e nell’intervento di Gigio su Milik a tempo scaduto in Milan-Napoli dello scorso campionato. Ma dopo questa sarò costretto ad una riflessione profonda sull’Altissimo e la Mamma Celeste.

Nella tragedia di ferragosto che ha scosso Genova e tutta l’Italia, le sorti di due cuori sammaritani, due amici sinceri, sono rimaste appese ad un filo per ore: Eugeniu Babin e Natasha Yelina sono stati coinvolti nel crollo del Viadotto Morandi all’interno della vettura che avrebbe dovuto portarli a Nizza per qualche meritato giorno di vacanza. Un terribile volo di oltre ottanta metri e due corpi accartocciati nelle lamiere dell’auto che li trasportava che soltanto gli angeli dal casco rosso hanno saputo liberare e restituire alla vita. Immediatamente ricoverati all’ospedale San Martino, della coppia non si è saputo più nulla per mezzo pomeriggio: da cronista con esperienza ventennale molte volte ho raccontato di patemi infiniti ed estenuanti attese, nutrite di speranza e cosparse di disperazione. Ma oggi l’ho vissuto sulla mia pelle… ed è tutt’altra cosa, credetemi! Sei ore al telefono tra Ministero dell’Interno, Protezione Civile, Nosocomi genovesi e Unità di Crisi, apparati formati da persone dotate di grande sensibilità che hanno saputo accogliere l’ansia giustificata, anche senza aver potuto fornire alcun tipo di notizie. Fino a quando si è scoperto che Evgeny e Nat erano stati ricoverati in codice rosso: sulle condizioni di salute di entrambi, però, nessuna notizia. Un’attesa lunga, lunghissima, snervante: fino a quando un cellulare è squillato e due vocine flebili, ma vive, hanno parlato. Erano della giovane coppia che hanno restituito immediatamente gioia al figlio Bogdan che, da Santa Maria Capua Vetere, era riuscito a contattare il telefono dei genitori al quale, però, aveva risposto un vigile del fuoco che li stava estraendo dalle macerie proprio in quel momento. Sono acciaccati e ne avranno certamente per un pò, ma sono salvi!

Un grido di liberazione immediatamente strozzato dal ricordo di chi, invece, non ce l’ha fatta: oltre trenta le vittime e tantissimi ancora i feriti e dispersi per una tragedia che ha dell’incredibile. Sinceramente vicino ai familiari e gli amici delle vittime, auguro con immenso affetto a Natasha ed Eugeniu di tornare presto a casa dove potranno cominciare la riabilitazione circondati dall’affetto di chi li ama! E’ il miracolo di Ferragosto, è il miracolo dell’Assunta!